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:quaddentro:

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giovedì 24 gennaio 2019

Roma 26/01/19 Punto della Situazione n.5 al MACRO


Al Punto della Situazione n. 5, siete invitati/e tutte e tutti.
I PdS precedenti si sono svolti a

SESTA GODANO nel 2014
LIVORNO nel 2015
PARIGI  nel 2016
COSIO D’ARROSCIA nel 2017

Ad ogni non-convegno ha fatto seguito la pubblicazione di un libercolo.
Così sarà anche dopo ROMA 2019.
Quindi arrivederci con qualcuno/a oppure, come speriamo, con molti/e di voi.
r.m.

martedì 3 gennaio 2017

Doppia uscita a bassissima tecnologia: Electric Deserters + Midi Noise Wall

Doppia uscita su floppy disk che ha come tema comune la riappropriazione tecnologica, l'uso improprio e ludico delle macchine. 


Un'ora e quarantotto minuti di nulla.
Il rumore bianco diventa partitura midi, colmando la microimmensità di un floppy. 



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EP esclusivamente dedicato al circuit bending e alle belle tastierine casio e bontempi glicciate negli ultimi tre anni. Basso bitrate.




domenica 1 maggio 2016

Primo maggio contro il lavoro

E anche in questo primo maggio di incertezze e fragili proteste in nome del diritto al lavoro, il MAV ribadisce la propria posizione per il diritto alla disoccupazione, unica condizione auspicabile per l'essere umano.
Buon primo maggio a tutti coloro che non vorrebbero lavorare mai

sabato 19 marzo 2016

WHITE STRIKE resoconto della seconda giornata

Ieri, seconda spassosa giornata di WHITE STRIKE, la parola d'ordine è stata paranoia.
C'è chi si è scusato per la connessione lenta che gli impediva di visualizzare le immagini.
C'è chi si è allarmato per la censura su facebook (voce che stiamo tutt'ora fomentando).
C'è chi ha trovato offensivi i quadratoni bianchi (!), minacciando prontamente il ban.
Ma l'obbiettivo era anche questo, far parlare del nulla: quello che accade di continuo, insomma. Stavolta, però, la dinamica è nuda.

Questi social sono il nostro teatro dell'assurdo.

mercoledì 2 aprile 2014

Il tattilofono

MAV = decostruzione/ricostruzione primitiva di ogni attività sensoriale, mentale, sociale.
Ci vogliono giocattoli nuovi.

giovedì 16 gennaio 2014

MOMA – MAV – MOMAV: i nastri, le reti

Sul finire degli anni Settanta, la diffusione delle audiocassette permise di allargare la concezione di "musica" e "musicista": chiunque possedesse un registratore a nastro e un po' di fantasia poteva agire da piccola etichetta indipendente di sé stesso e mettersi in contatto diretto con altri che, come lui, stavano sperimentando in modo ludico le potenzialità di questo mezzo: fu la nascita della cassette culture e del tape network, primo indiscusso risultato dell'unione fra musica e rete.
Ed eccoci ad oltre trent'anni dal momento di massima esplosione del tape network. Il paradigma della rete è arrivato alle masse, dando un ulteriore e definitivo colpo al sistema della musica.
Dall'avvento del web 2.0, siamo stati travolti da una cascata di musica indipendentissima che nessuno potrà mai più arrestare.
E c'è chi, come 
Hal McGee, ha vissuto entrambi i momenti ed è in grado, ad oggi, di unire intelligentemente l'approccio della cultura analogica del mangianastri a quello frenetico e immediato della rete digitale.
Il risultato è il 
MOMA - Museum Of Microcassette Art (sulla falsariga del MOMA newyorkese), un archivio di registrazioni su microcassetta che ha raccolto più di 120 adesioni da musicisti - e rumoristi - di tutto il mondo.
McGee, già autore del 
Microcassette Manifesto, ha provveduto ad inviare i nastri vergini a tutti gli aderenti al progetto, con la sola consegna di riempirli secondo il proprio gusto, provvedere ad una microcopertina il più creativamente possibile e riinviarli a lui per essere infine digitalizzati e pubblicati nel catalogo MOMA.
Sebbene queste indicazioni possano sembrare vaghe, l'operazione sembra avere delle modalità/finalità ben precise - mediumessaggio! - dettate dal mezzo di registrazione (microcassette recorder), quello di diffusione (web) e dal modo in cui è stato impostato tutto il lavoro:
-
 godere della musica in quanto attività quotidiana, documentabile ma non circoscrivibile ad un prodotto
-
 offrire la propria esperienza come dono ad una comunità, come dice lo stesso Hal McGee: "When an artist gives an album to the MOMA community, essentially they are giving a gift, which is in a sense, giving something of themselves as a being. A gift of this kind of personal art, which bears so much of the being of the artist, carries with it various obligations on the part of the persons who accept the gift".
Queste sono le ragioni per cui il MAV - Movimento per l'aRTE Vaporizzata è stato ben lieto di prendere parte all'iniziativa, e l'ha fatto con MoMAV, un nastro in cui il limite che separa vita e performance viene progressivamente dissolto: dalle improvvisazioni stradali elettroniche, elettroacustiche o anche puramente vocali del lato A, in cui è possibile godere di un Nembrini riverberato un Busatto sadochitarrista un Balice che picchia i cartelli un Saccoccio in dialogo coi motori e molto altro ancora, alla registrazione di buona parte del Rituale della Tensione Continua nel lato B, tenutosi nell'ambito del secondo Noise Fest veneziano, in cui ai nomi sopracitati si aggiungono Mattia Niero al mixaggio e Roberto Guerra declamatore di versi futuristi, dalle sue prime composizioni degli anni '80 a quelle più recenti.Museo dell'arte della microcassetta e movimento per l'arte vaporizzata: l'incontro di due testimonianze di ciò che può essere l'avanguardia oggi - interessante, a questo proposito, la discussione nata da una domanda di Hal alla MOMA community: "is MOMA dada?", questione ancora aperta nella quale si è delineata la voglia, da parte di alcuni, di proseguire nel proprio percorso con lo stesso spirito che un secolo fa alimentò dada.
MoMAV, MAV e MOMA: diversi livelli del fare rete, la medesima volontà vaporizzatrice.

venerdì 6 dicembre 2013

LA POESIA DELL'ANIMO ARRIVA A TORINO!

oggi la città si è arricchita di questa bella Composizione Poetica


che si chiama Il Foglio Stracciato della Ragione Ladra e di Tutte le Cose che ce l'ho stampata di GIALLO perché così squilla di più e poi le ho messe in giro ha ha ha la gente che guardava ma io ci mando gli abbracci vaginali












sabato 9 novembre 2013

ambiguation page

MAV may refer to:
  • Micro air vehicle, a type of remotely controlled unmanned aerial vehicle
  • Mojave Aerospace Ventures, the holding company for the SpaceShipOne space flight effort
  • Migraine-associated vertigo, vertigo or dizziness associated with migraine headache
  • MAV, stage name for Swedish country singer Anders Lundström
  • Magyar Államvasutak (MÁV), the Hungarian national railway company Hungarian State Railways
  • MAV, Minoan Air ICAO code
See also
  • Mavs, nickname for the Dallas Mavericks

domenica 23 dicembre 2012

è nato S u p e r t r a f r à


come se le cose non andassero già abbastanza male, ecco arrivare un giornale che non è un giornale, ma uno strano détournement ripiegato in 3 come un depliant pubblicitario - giallo vomito/pericolo - carta straccia della peggior specie.
in questo numero, Antonio Saccoccio, Stefano Balice, Gianluigi Giorgetti, Klaus-Peter Schneegass e l'esordiente Adriana Benissimo illustrano le possibili direzioni dell'Arte Contemporanea [vicolo cieco] mentre pagine delle aste strappate fanno loro da sfondo.
chi volesse ricevere questa e altre copie in formato cartaceo mi contatti - ovviamente nessuna copia è in vendita, ma potete inviarmi qualcosa che per voi ha lo stesso valore - i video zozzi delle vostre ex, una lettera d'amore o minatoria, un quotidiano dell'altro ieri, quello che vi pare.


sabato 4 agosto 2012

A proposito della Grande Espressione Artistica

Arte, Arte, Arte.
L'Arte coi concetti, l'Arte con la tecnica, l'Arte con la tradizione, eccetera.
Al di là di qualsiasi discussione già ampiamente trattata ovunque e da chiunque, dovremmo ricordarci che l'Arte - ve lo dico a denti stretti, voglio fare l'ingenuo - è espressione.
Ma in che modo l'Arte, che utilizza canali comunicativi scadenti come mostre, musei e patetici vernissage, può dirsi espressiva?
Se voglio esprimere, se voglio comunicare, lo faccio scegliendo di volta in volta gli strumenti che ritegno più adeguati. Il messaggio che trasmetto in questo modo agisce all'interno di un contesto, può mutare nel tempo, arricchirsi attraverso il confronto. Ma niente di tutto questo passa attraverso i musei. Niente di tutto questo ha a che fare con il Mondo dell'Arte. Per questo a noi mavvisti piace parlare di arte, non-arte o oltrarte.
L'Arte non esiste, vive di sé stessa, e la galleria è la sola assenza di contesto che può legittimarla. L'Arte si getta in pasto al critico che la codifica per il mercato, ed ecco tutto. Tu che vai alle mostre, che fai il fighetto intellettuale, tu non esisti, non sei mai stato calcolato. L'Arte non ti parla. L'Arte è così Artistica che non ha bisogno di essere compresa da te. L'Arte è Arte. L'Arte è una truffa.

sabato 21 aprile 2012

Arte pulsionale: avanguardia calda e neotribalismo


La necessità di espressione, insita nella natura umana, vive in modo naturale e spontaneo e può manifestarsi in svariati modi; la parola arte non è nemmeno sufficiente a rappresentarli tutti, e spesso bisogna ricorrere a qualcosa che superi l’arte. E mentre l'arte, a cui poco o nulla rimane da dire, finisce nei libri, nei musei e nelle aste, l'oltre-arte si sviluppa in contesti autonomi reticolari, in cui comunicazione ed espressione sono realmente e quotidianamente esplorate.
È in questo contesto che nasce Pulsional Gender Art di Vitaldo Conte, che oltre a ripercorrere le tappe dell'evoluzione espressiva pulsionale, si è trasformato in un polo di aggregazione attraverso una serie di contatti tra autore, editori ed (oltre)artisti citati. La linea spaziotemporale che attraversa futurismo e dada, bondage, tango, maschere virtuali e cybersex, ha come filo conduttore l'urgenza comunicativa, la sua fisicità e la sua potenza. La stessa urgenza che ritroviamo nel neotribalismo delle comunità digitali, tra cui mi piace ricordare almeno Net.Futurismo e Movimento Arte Vaporizzata, la rete di Homemade Experimental Electronic Music and Noise coordinata da Hal McGee, o fenomeni vicini alla scena underground come quello delle netlabels dedite al rumore nelle sue varie sfaccettature.
Le nuove tecnologie hanno permesso alla dimensione pulsionale di arricchirsi della possibilità di condivisione, di cooperazione e confronto; per l'avanguardia calda, il web è stato un enorme alleato, che ha consentito ad avanguardie storiche come Futurismo e Dada di evolversi in fenomeni di massa. Possiamo osservarlo nell’ambito sonoro, in cui rumorismo, poesia sonora e sperimentazioni di ogni sorta sono diventate pratiche diffuse: non più semplici generi musicali, ma espressioni pulsionali autonome, indipendenti. Parlo dell’esplosione di tutti quei fenomeni legati al rumorismo come breakcore, lo-bit, chiptune, harsh noise wall, glitch, che nei media ufficiali non avrebbero mai avuto uno sviluppo. Si tratta di tante microscene delocalizzate ma in comunicazione tra loro, fondate su un etica DIY, che a differenza delle proposte dei canali ufficiali (gerarchicizzati pilotati narcotizzanti) propongono l’esplorazione totale del suono.
La visione marinettiana di spazi di aggregazione visibili per un proletariato di creativi è pienamente realizzata e anche superata; l’avanguardia sta vivendo solo ora il suo momento migliore. Pulsional Gender Art è la narrazione di questa evoluzione, percorsi che cominciano con la lussuria futurista di Valentine de Saint-Point per diventare CyberSex con Helena Velena e GlitchSex con Laika Facsimile, confronti tra icone come Guido Keller e le maschere Vendicative di Anonymous.
Perché l’espressione pulsionale, per sua natura, non può rimanere fossilizzata. Essa fluisce inarrestabile, attraverso i rumori della creatività diffusa.

lunedì 2 aprile 2012

FACESTRIKE: mai più gli stessi

E' cominciato da poche ore, eppure sta già generando confusione su facebook: stiamo parlando dello sciopero identitario, iniziativa lanciata da Net.Futurismo e dal M.A.V. - Movimento Arte Vaporizzata.
L'operazione consiste nel rinunciare alla propria immagine prendendo in prestito quella di un amico, scambiando la propria con lui, o prendendo le sembianze di qualcuno a sua insaputa. L'evento porta avanti una critica al divismo mediatico molto cara alle ultime avanguardie (dal situazionismo al neoismo/plagiarismo, fino ad arrivare al già citato M.A.V.), e ha scelto come punto di partenza - tutt'altro che casuale - il "libro delle facce", ma è pronto a contaminare il web intero.
La peculiarità dell'iniziativa sta nel ripercuotersi tanto sulla cultura ufficiale quanto tra amici e parenti, ma soprattutto sulle stesse persone che parteciperanno all'iniziativa: chiunque voglia aderire, avrà modo di provare il brivido surreale della negazione identitaria.
Per ulteriori aggiornamenti, consultate la pagina dell'evento.

giovedì 1 marzo 2012

Pulsional Gender Art: l'avanguardia arriva a Nettuno




Il 4 marzo, al Forte Sangallo di Nettuno (Roma), si terrà "DonnaArte Oggi in Lussuria Futurista e CyberSex": contemporaneamente, una presentazione del libro "Pulsional Gender Art" (Avanguardia21, 2011) di Vitaldo Conte, e un percorso che si snoderà, con narrazioni e videointerventi, attraverso le avanguardie dell'ultimo secolo, in una linea evolutiva che va dal Manifesto della Lussuria di Valentine de Saint-Point al cybersex di Helena Velena, passando per le sperimentazioni avantpop/neofuturiste di Roberto Guerra, il glitch sex di Laika Facsimile, la microscopoesia di Marco Raimondo, nonché la nuova pulsionalità di Vitaldix & T Rose.
A condurci in questo viaggio, il critico d'arte Vitaldo Conte insieme ad uno dei principali teorici della terza avanguardia,Antonio Saccoccio.

L'evento vedrà coinvolti a vario titolo alcuni dei principali attivisti del MAV - Movimento Arte Vaporizzata, e si concluderà con un intervento di Ugo Magnanti.

mercoledì 2 novembre 2011

Doppio appello per gli Indignati

Ok, non siamo messi bene.
C'è chi lo dice da un giorno e chi da una vita, ognuno con argomentazioni più o meno valide.
Eppure, solo ora la gente alza i toni e si unisce contro ciò che reputa la causa del loro malessere.
A queste persone è stato appioppato il termine di indignados, e sembra stargli bene: in fondo, si tratta di Bravi Cittadini che vorrebbero continuare a vivere tranquilli come han sempre fatto, se non fosse che qualche Cattivo inizia a rendergli la vita difficile.
E man mano che i toni si alzano, il messaggio risulta sempre più confuso. Una grande anomalia!
La totale mancanza di contenuti (oltre a quelli più ovvi) di queste proteste è semplicemente allarmante: se ieri almeno si tentava, seppur in modo confuso e spicciolo, di protestare per un ideale, oggi si difende la comoda routine nella quale avremmo voluto gettare le nostre vite.

A far luce sulla questione, arriva il doppio appello/manifesto di Antonio Saccoccio e Roberto Guerra:

martedì 4 ottobre 2011

wrong music composition

download!

Siamo tutti così presi dalla ricerca del suono giusto che abbiamo dimenticato la natura stessa del suono, la sua fonte, la sua costruzione. Capita così che i nostri auricolari, le casse delle nostre radio e dei nostri pc, agiscano come approssimativa simulazione di un'esecuzione pura, che dovrebbe avvenire direttamente nelle nostre teste, costituendo un contesto a sé stante.
L'impossibilità e la totale inutilità di questo intento ci hanno portato a raccogliere tutti quei suoni solitamente scartati ed etichettati come errori: errori di registrazione, errori di mixaggio, errori di masterizzazione, ecc. Gli strumenti di riproduzione del suono hanno finalmente tirato fuori la loro voce.
Wrong music for wrong people.

stefano balice + marco raimondo
net.futuristi