La peculiarità dell'iniziativa sta nel ripercuotersi tanto sulla cultura ufficiale quanto tra amici e parenti, ma soprattutto sulle stesse persone che parteciperanno all'iniziativa: chiunque voglia aderire, avrà modo di provare il brivido surreale della negazione identitaria.
lunedì 2 aprile 2012
FACESTRIKE: mai più gli stessi
La peculiarità dell'iniziativa sta nel ripercuotersi tanto sulla cultura ufficiale quanto tra amici e parenti, ma soprattutto sulle stesse persone che parteciperanno all'iniziativa: chiunque voglia aderire, avrà modo di provare il brivido surreale della negazione identitaria.
mercoledì 2 novembre 2011
Doppio appello per gli Indignati
C'è chi lo dice da un giorno e chi da una vita, ognuno con argomentazioni più o meno valide.
A queste persone è stato appioppato il termine di indignados, e sembra stargli bene: in fondo, si tratta di Bravi Cittadini che vorrebbero continuare a vivere tranquilli come han sempre fatto, se non fosse che qualche Cattivo inizia a rendergli la vita difficile.
La totale mancanza di contenuti (oltre a quelli più ovvi) di queste proteste è semplicemente allarmante: se ieri almeno si tentava, seppur in modo confuso e spicciolo, di protestare per un ideale, oggi si difende la comoda routine nella quale avremmo voluto gettare le nostre vite.
mercoledì 25 maggio 2011
Legirtimazione generazionale
Abbiamo sentito abbastanza ai-miei-tempi da aver afferrato che, stando alla cronaca, viviamo nell'epoca più illegittima che sia mai esistita.
Eppure nessuno di noi stuzzica i cadaveri. Non abbiamo vissuto i Fantastici Anni Sessanta, ma siamo abbastanza svegli da capire quanto essi siano sopravvalutati, e le cerimonie rievocative di numeri magici come 68 o 77 non ci hanno donato altro che una magica arrendevolezza.
Siamo i disgraziatissimi ultimi arrivati, cresciuti nel Grande Vuoto. Il mondo si china preoccupato su di noi, figli dei figli (dei figli) della famiglia patriarcale, che dopo aver assistito al fallimento di ogni tentativo di cambiamento costruttivo non saremo di certo in grado di fare nulla di buono.
Il “ragazzo difficile” imbottito di educazione e psicofarmaci cresce con un messaggio ben preciso che lampeggia su tutti gli schermi: siate pigri, perché non potete farci nulla. Mass-media ormai scaduti tentano invano di emozionarci, donandoci questo o quel viagra con effetti a breve termine.
I meno svegli non hanno tardato a farne una patologia, chiamandola postmoderno. Chissà, forse in un momento di fragilità culturale è esistito anche il postmoderno, che potremmo indicare come quel particolare momento storico in cui ad una veloce successione di prodotti nuovi è seguito un calo dello stupore: così cominciarono i soliti ai-miei-tempi.
Questa sequenza di sbadigli è troppo noiosa per non provocare uno sbadiglio. Ma bisognerebbe essere davvero imbecilli per credere che tutto questo sia un limbo eterno (infatti a crederlo sono gli stessi imbecilli che sostenevano l'immortalità della televisione).
Non esiste nessun postmoderno per un net.futurista.
Non avremmo voluto nascere in un epoca diversa da questa, perché fra le mandrie di frignoni lassisti abbiamo trovato il nostro campo da gioco ideale.
Il Net.Futurismo è la risata che spezza la vacuofilia dei perdenti.
mercoledì 27 ottobre 2010
22 ottobre 2010 - Net.Futurismo al Corriere della Sera
Alla sede del Corriere c’è un via vai di gente fredda; non abbiamo bisogno di entrare per sapere che tipo di ambiente troveremmo all’interno, e basta guardare lo scorrere degli sguardi persi per comprendere come riescano ad essere pubblicati certi articoli.
Ma noi, da net.futuristi, di certo non ci limitiamo a guardare ;)
Volantini in mano, discorsi frenati nei polmoni e pronti ad esplodere, creiamo l’elemento di disturbo che può ristabilire almeno l’ombra di un contatto con la realtà; sì, perché riuscire a parlare a persone che non sono più abituate a farlo rappresenta la più grande forma di avanguardia che si può fare oggi, quella che l’ “alta cultura” di Fumaroli non sarà mai in grado di fare perché virtuale, chiusa in sé stessa.
L’impresa è più difficile del previsto: le persone che passano non sembrano essere minimamente entusiaste di vederci. Abituate ai soliti assalitori in cerca di soldi, vogliosi di vendere, pronti a fregarle, un network di avanguardisti sparsi per tutta l’Italia che senza nessun scopo lucroso si riunisce in quel preciso spazio è pura fantascienza. Ma noi, che siamo vivi e cocciuti, continuiamo nella nostra impresa.
Gente incurante o impaurita, “grazie” e “no grazie”, qualcuno alla fine si avvicina, perché nei più svegli vince sempre la curiosità. Quello è il momento in cui il tragico equilibrio di una giornata vuota si rompe, lasciando filtrare frammenti di coscienza pronti a mettere radici e crescere. Spostiamo la situazione in strada, all’Accademia di Brera, al convegno internazionale dei Transumanisti: dobbiamo arrivare ovunque.
La provocazione di un blog approda prima sul territorio e ora su questa pagina.
lunedì 9 agosto 2010
Flussi - poema transcomunicativo
"Flussi" è una raccolta di poesie in cui la parola acquisisce una personalità propria, schizzando, scorrendo o lampeggiando a seconda di ciò che rappresenta.
Le fonti d'ispirazione fondamentali sono state indubbiamente due: il flusso di pensieri, e il flusso di stimoli da cui siamo quotidianamente bombardati. Essi mi hanno portato a ricercare una nuova forma comunicativa (transcomunicativa) in cui la parola scritta non è più un’ imitazione del linguaggio parlato, ma un sistema simbolico che oltrepassa le barriere formali della normale comunicazione e va ad inserirsi direttamente nel flusso di pensieri del lettore, che potrà comprenderne il senso soltanto se in grado di cogliere le cose nella loro globalità.
giovedì 10 giugno 2010
giovedì 20 maggio 2010
Ritratto del presentista - sintesi topofonetica
E' proprio vero che è impossibile non comunicare? lunedì 10 maggio 2010
Rumore formativo, pensiero enarmonico
Ogni limite si maschera con uno schema.
Ogni schema serve a semplificare un problema affidandone la risoluzione, per l'appunto, ad uno schema [che sovente viene imposto da qualcuno e preso per buono da qualcunaltro, senza troppe domande (gli schemi fanno comodo ai deboli)].
Questa sorta di burocrazia del pensiero si presenta in ogni azione attiva o passiva che sia, nelle abitudini individuali e nelle consuetudini sociali; le sue maschere sono quelle dell'accademismo, del dogmatismo, dello "stile", dei principi di armonia in musica e nella monodirezionalità in ambito artistico, formativo, mediatico.
Ho la pelle d'oca quando penso che per secoli e secoli abbiamo usato quasi esclusivamente le stesse 12 note; sarei più sereno tenendo lo stesso paio di calzini per una settimana. A quanto pare siamo così pigri da accettare 12 sbarre purchè costituiscano una comoda gabbia.
Ogni musicista dovrebbe decidere su quali frequenze "fissare" le proprie note (sempre ammesso che questo lavoro sia considerato necessario dall'autore: è una questione d'intenti). Quando la percezione collettiva arriverà a preferire la diversità rispetto all'omologazione, l'iniziativa alla ripetizione, scopriremo di essere degli instancabili rumoristi in un mondo di Musica: l'armonia tonale, per la sensibilità musicale, ha finito per rappresentare ciò che un distacco della retina può essere per la vista: ci ha tolto la gioia di apprezzare i rumori per ciò che sono.
E ancora: non può essere altro che pigrizia quella che spinge a continuare ad adottare le cadaveriche lezioni frontali. "Stai seduto e ascolta", un metodo fallito in partenza, non credo ci sia bisogno di molte argomentazioni sul perchè: abbiamo tutta la pedagogia del Novecento a insegnarci come questa modalità di lezione sia una delle cause fondamentali della demotivazione da parte degli alunni. Occuparsi di formazione non è certo un lavoro per vigliacchi: se non vi rendete conto che le lacune dei singoli professori e maestri possono finire per rovinare intere generazioni, state alla larga; se non capite che questi sono anni complessi e di transito, e che bisogna insegnare creativamente ad essere creativi, allora occupatevi di qualcos'altro. I professori-burattinai non possono più continuare a inebetire i ragazzi per una propria mancanza di forza (=>la forza di mettersi in gioco). Ogni ambito formativo richiede una buona dose di Net.Futurismo.
Ormai è sempre più vicino il giorno in cui tutte le debolezze passapresentiste verranno spazzate via da una grassa, colossale risata prospettica net.futurista: accademici, virtuali cammuffati da virtuosi, non riuscirete a giustificare la vostra vigliaccheria nemmeno balbettando - e nessun manuale vi sarà d'aiuto.
lunedì 1 marzo 2010
Grande Fratello e New Media
Il Grande Fratello non è diventato altro che uno studio sulla perdita dell'identità.
Risponde il pubblico:
venerdì 12 febbraio 2010
Virtuale a chi?
lunedì 11 gennaio 2010
...femminismo oggi?
Queste commemorazioni (perchè di questo si tratta, in quanto analizzano il fenomeno come storico/museale) mi hanno indotto a prendere in considerazione il femminismo alla luce di ciò che mi circonda.
sabato 28 novembre 2009
giovedì 29 ottobre 2009
Esperimento: vediamo se Antinucci ha ragione.

mercoledì 28 ottobre 2009
OLD-MEDIA SOUNDTRACK - COLONNA SONORA PER DOCUMENTARI ALEATORI
- Accendere il televisore e togliere l’audio
- Avviare la riproduzione di Old-Media Soundtrack
- Osservare le immagini sotto la prospettiva data dalla musica
Old-Media Soundtrack ha due differenti funzioni:
1. Colonna sonora per un documentario aleatorio sugli old-media (televisione in particolare):
2. Terapia di disintossicazione per presentisti teledipendenti
GLI OLD-MEDIA SONO UN VIZIO PER MASSE TELECOMANDATE
DEMOLIAMOLI
giovedì 17 settembre 2009
Sciopero delle virgole
mercoledì 17 giugno 2009
La rete è nel reale, Teheran è nella rete
I giornali sono rimasti un passo indietro rispetto ai blog, tant'è vero che per quanto riguarda ciò che sta succedendo in questi giorni in Iran, le fonti più dirette e documentate rimangono proprio i blog.
Quest'episodio è l'ennesima prova del potere di Internet.
Ben inteso, se il potere degli old media è (era) quello di sedare-intrattenere-comprare lo spettatore, il potere concessoci dalla rete è quello di poter partecipare attivamente all'informazione, divulgare (o meglio ancora, sviluppare) idee, avere una maggior possibilità di confronto.
Il pensiero non può essere più mediato da un giornale o un programma televisivo.
L'idea circola libera, torna arricchita, viene rilanciata.
Benvenuti in un era di Democrazia Net.Futurista

