*̷°͠^"͝*̸°'^͟"̷*͘°*͡°^͏"*°'^̴"͜*͡°̸*͘°^"*̸°̷'͢^"͞*̡°*°̸^̴"̸*̴°'^̸"*͝°͟*°^̨"*͢°'͘^"̢*°͟*҉°͝^͜"*͟°'͞^

:quaddentro:

Visualizzazione post con etichetta media. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta media. Mostra tutti i post

lunedì 2 aprile 2012

FACESTRIKE: mai più gli stessi

E' cominciato da poche ore, eppure sta già generando confusione su facebook: stiamo parlando dello sciopero identitario, iniziativa lanciata da Net.Futurismo e dal M.A.V. - Movimento Arte Vaporizzata.
L'operazione consiste nel rinunciare alla propria immagine prendendo in prestito quella di un amico, scambiando la propria con lui, o prendendo le sembianze di qualcuno a sua insaputa. L'evento porta avanti una critica al divismo mediatico molto cara alle ultime avanguardie (dal situazionismo al neoismo/plagiarismo, fino ad arrivare al già citato M.A.V.), e ha scelto come punto di partenza - tutt'altro che casuale - il "libro delle facce", ma è pronto a contaminare il web intero.
La peculiarità dell'iniziativa sta nel ripercuotersi tanto sulla cultura ufficiale quanto tra amici e parenti, ma soprattutto sulle stesse persone che parteciperanno all'iniziativa: chiunque voglia aderire, avrà modo di provare il brivido surreale della negazione identitaria.
Per ulteriori aggiornamenti, consultate la pagina dell'evento.

mercoledì 2 novembre 2011

Doppio appello per gli Indignati

Ok, non siamo messi bene.
C'è chi lo dice da un giorno e chi da una vita, ognuno con argomentazioni più o meno valide.
Eppure, solo ora la gente alza i toni e si unisce contro ciò che reputa la causa del loro malessere.
A queste persone è stato appioppato il termine di indignados, e sembra stargli bene: in fondo, si tratta di Bravi Cittadini che vorrebbero continuare a vivere tranquilli come han sempre fatto, se non fosse che qualche Cattivo inizia a rendergli la vita difficile.
E man mano che i toni si alzano, il messaggio risulta sempre più confuso. Una grande anomalia!
La totale mancanza di contenuti (oltre a quelli più ovvi) di queste proteste è semplicemente allarmante: se ieri almeno si tentava, seppur in modo confuso e spicciolo, di protestare per un ideale, oggi si difende la comoda routine nella quale avremmo voluto gettare le nostre vite.

A far luce sulla questione, arriva il doppio appello/manifesto di Antonio Saccoccio e Roberto Guerra:

mercoledì 25 maggio 2011

Legirtimazione generazionale

Abbiamo sentito abbastanza ai-miei-tempi da aver afferrato che, stando alla cronaca, viviamo nell'epoca più illegittima che sia mai esistita.
Eppure nessuno di noi stuzzica i cadaveri. Non abbiamo vissuto i Fantastici Anni Sessanta, ma siamo abbastanza svegli da capire quanto essi siano sopravvalutati, e le cerimonie rievocative di numeri magici come 68 o 77 non ci hanno donato altro che una magica arrendevolezza.
Siamo i disgraziatissimi ultimi arrivati, cresciuti nel Grande Vuoto. Il mondo si china preoccupato su di noi, figli dei figli (dei figli) della famiglia patriarcale, che dopo aver assistito al fallimento di ogni tentativo di cambiamento costruttivo non saremo di certo in grado di fare nulla di buono.
Il “ragazzo difficile” imbottito di educazione e psicofarmaci cresce con un messaggio ben preciso che lampeggia su tutti gli schermi: siate pigri, perché non potete farci nulla. Mass-media ormai scaduti tentano invano di emozionarci, donandoci questo o quel viagra con effetti a breve termine.
I meno svegli non hanno tardato a farne una patologia, chiamandola postmoderno. Chissà, forse in un momento di fragilità culturale è esistito anche il postmoderno, che potremmo indicare come quel particolare momento storico in cui ad una veloce successione di prodotti nuovi è seguito un calo dello stupore: così cominciarono i soliti ai-miei-tempi.
Questa sequenza di sbadigli è troppo noiosa per non provocare uno sbadiglio. Ma bisognerebbe essere davvero imbecilli per credere che tutto questo sia un limbo eterno (infatti a crederlo sono gli stessi imbecilli che sostenevano l'immortalità della televisione).
Non esiste nessun postmoderno per un net.futurista.
Non avremmo voluto nascere in un epoca diversa da questa, perché fra le mandrie di frignoni lassisti abbiamo trovato il nostro campo da gioco ideale.
Il Net.Futurismo è la risata che spezza la vacuofilia dei perdenti.

mercoledì 27 ottobre 2010

22 ottobre 2010 - Net.Futurismo al Corriere della Sera

Alla sede del Corriere c’è un via vai di gente fredda; non abbiamo bisogno di entrare per sapere che tipo di ambiente troveremmo all’interno, e basta guardare lo scorrere degli sguardi persi per comprendere come riescano ad essere pubblicati certi articoli.

Ma noi, da net.futuristi, di certo non ci limitiamo a guardare ;)

Volantini in mano, discorsi frenati nei polmoni e pronti ad esplodere, creiamo l’elemento di disturbo che può ristabilire almeno l’ombra di un contatto con la realtà; sì, perché riuscire a parlare a persone che non sono più abituate a farlo rappresenta la più grande forma di avanguardia che si può fare oggi, quella che l’ “alta cultura” di Fumaroli non sarà mai in grado di fare perché virtuale, chiusa in sé stessa.

L’impresa è più difficile del previsto: le persone che passano non sembrano essere minimamente entusiaste di vederci. Abituate ai soliti assalitori in cerca di soldi, vogliosi di vendere, pronti a fregarle, un network di avanguardisti sparsi per tutta l’Italia che senza nessun scopo lucroso si riunisce in quel preciso spazio è pura fantascienza. Ma noi, che siamo vivi e cocciuti, continuiamo nella nostra impresa.

Gente incurante o impaurita, “grazie” e “no grazie”, qualcuno alla fine si avvicina, perché nei più svegli vince sempre la curiosità. Quello è il momento in cui il tragico equilibrio di una giornata vuota si rompe, lasciando filtrare frammenti di coscienza pronti a mettere radici e crescere. Spostiamo la situazione in strada, all’Accademia di Brera, al convegno internazionale dei Transumanisti: dobbiamo arrivare ovunque.

La provocazione di un blog approda prima sul territorio e ora su questa pagina.

E’ l’arte di fare network.

lunedì 9 agosto 2010

Flussi - poema transcomunicativo

"Flussi" è una raccolta di poesie in cui la parola acquisisce una personalità propria, schizzando, scorrendo o lampeggiando a seconda di ciò che rappresenta.

Le fonti d'ispirazione fondamentali sono state indubbiamente due: il flusso di pensieri, e il flusso di stimoli da cui siamo quotidianamente bombardati. Essi mi hanno portato a ricercare una nuova forma comunicativa (transcomunicativa) in cui la parola scritta non è più un’ imitazione del linguaggio parlato, ma un sistema simbolico che oltrepassa le barriere formali della normale comunicazione e va ad inserirsi direttamente nel flusso di pensieri del lettore, che potrà comprenderne il senso soltanto se in grado di cogliere le cose nella loro globalità.

DOWNLOAD su archive.org

giovedì 20 maggio 2010

Ritratto del presentista - sintesi topofonetica

E' proprio vero che è impossibile non comunicare?
Stiamo recentemente assistendo ad un fenomeno simile all'inflazione, relativo al valore delle parole. Tutti parlano e nessuno dice niente. Il borbottare perpetuo di old media e social network, le menate degli accademici, la comunicazione passatempista dei presentisti - niente di tutto questo comunica. O meglio: suggerisce di non comunicare.
bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
-il presentista è muto-

lunedì 10 maggio 2010

Rumore formativo, pensiero enarmonico

Ogni debolezza è un limite.
Ogni limite si maschera con uno schema.
Ogni schema serve a semplificare un problema affidandone la risoluzione, per l'appunto, ad uno schema [che sovente viene imposto da qualcuno e preso per buono da qualcunaltro, senza troppe domande (gli schemi fanno comodo ai deboli)].
Questa sorta di burocrazia del pensiero si presenta in ogni azione attiva o passiva che sia, nelle abitudini individuali e nelle consuetudini sociali; le sue maschere sono quelle dell'accademismo, del dogmatismo, dello "stile", dei principi di armonia in musica e nella monodirezionalità in ambito artistico, formativo, mediatico.

Ho la pelle d'oca quando penso che per secoli e secoli abbiamo usato quasi esclusivamente le stesse 12 note; sarei più sereno tenendo lo stesso paio di calzini per una settimana. A quanto pare siamo così pigri da accettare 12 sbarre purchè costituiscano una comoda gabbia.
Ogni musicista dovrebbe decidere su quali frequenze "fissare" le proprie note (sempre ammesso che questo lavoro sia considerato necessario dall'autore: è una questione d'intenti). Quando la percezione collettiva arriverà a preferire la diversità rispetto all'omologazione, l'iniziativa alla ripetizione, scopriremo di essere degli instancabili rumoristi in un mondo di Musica: l'armonia tonale, per la sensibilità musicale, ha finito per rappresentare ciò che un distacco della retina può essere per la vista: ci ha tolto la gioia di apprezzare i rumori per ciò che sono.

E ancora: non può essere altro che pigrizia quella che spinge a continuare ad adottare le cadaveriche lezioni frontali. "Stai seduto e ascolta", un metodo fallito in partenza, non credo ci sia bisogno di molte argomentazioni sul perchè: abbiamo tutta la pedagogia del Novecento a insegnarci come questa modalità di lezione sia una delle cause fondamentali della demotivazione da parte degli alunni. Occuparsi di formazione non è certo un lavoro per vigliacchi: se non vi rendete conto che le lacune dei singoli professori e maestri possono finire per rovinare intere generazioni, state alla larga; se non capite che questi sono anni complessi e di transito, e che bisogna insegnare creativamente ad essere creativi, allora occupatevi di qualcos'altro. I professori-burattinai non possono più continuare a inebetire i ragazzi per una propria mancanza di forza (=>la forza di mettersi in gioco). Ogni ambito formativo richiede una buona dose di Net.Futurismo.

Ormai è sempre più vicino il giorno in cui tutte le debolezze passapresentiste verranno spazzate via da una grassa, colossale risata prospettica net.futurista: accademici, virtuali cammuffati da virtuosi, non riuscirete a giustificare la vostra vigliaccheria nemmeno balbettando - e nessun manuale vi sarà d'aiuto.

lunedì 1 marzo 2010

Grande Fratello e New Media

Riprendo l'interessantissimo studio che Antonio Saccoccio sta conducendo sull'apposito blog.
Il Grande Fratello non è diventato altro che uno studio sulla perdita dell'identità.
Chi è vero? Chi è falso?
Risponde il pubblico:
rispondo:
il pubblico.
Il pubblico sta diventando autosufficiente,
perchè anche la stupidità ha un limite.
Possiamo ridere in coro mentre gli old-media vanno avanti,
soli e virtuali.

venerdì 12 febbraio 2010

Virtuale a chi?

mi stai dando del virtuale?
mi stai dando del virtuale?
mi stai dando del virtuale?
Ti sembra che stia parlando di una realtà simulata,
di una cosa che nasce e muore dentro un pc?
Questo sì che è un atteggiamento virtuale.
Non hai capito nulla.
IO SONO reTEale!
E che politici, professori e programmi televisivi
dagli abissi di un mondo costruito
non si azzardino a dirmi
cos'è virtuale.

lunedì 11 gennaio 2010

...femminismo oggi?

Troppo spesso, negli ultimi anni, vengono rievocate le gesta eroiche di varie femministe, da Courtney Love a Yayoi Kusama e i suoi falli più o meno impliciti.
Queste commemorazioni (perchè di questo si tratta, in quanto analizzano il fenomeno come storico/museale) mi hanno indotto a prendere in considerazione il femminismo alla luce di ciò che mi circonda.
Cosa mi circonda?
Una miriade di ragazzine che vogliono farsi desiderare, farsi conquistare, farsi scegliere.
E i media (vecchi & scaduti ma anche quelli nuovi) supportano le mie osservazioni: avete mai visto quell'abominio di Uomini e donne?
Ora, queste ragazzine crescono in una società dove la parità dei sessi è pressochè raggiunta: tutto rimane ai singoli individui e al loro modo di porsi.
Oggi nessuno mette in discussione la validità di un parere femminile, e difficilmente viene ostacolata la carriera di una donna in quanto tale. Quindi verrebbe da dire che il femminismo ha avuto la meglio...
o no?
Il guaio della condizione femminile, rimane paradossalmente la ragazza media, che spesso rinuncia alle sue opportunità per atteggiarsi, per l'appunto, a "femmina" (o stereotipo femminile). Questo perchè cresce con il mito di un principe azzurro forte e sicuro di sè, che va in giro a baciare ragazze che dormono perchè è un suo diritto (e le belle fanciulle delle favole come reagiscono? Lo sposano!). Ma qualcuno ha già analizzato questo fenomeno.
Quello che mi interessa mettere in luce è come un fenomeno di massa come il femminismo si sia bloccato davanti all'incapacità di demassificarsi di ogni ragazza.
Continuate a dormire, gatte morte o veline mancate, qualche morto di figa vi sceglierà.
Nel mentre, che la demassificazione continui.

giovedì 29 ottobre 2009

Esperimento: vediamo se Antinucci ha ragione.


potete verificare il corso dell'esperimento controllando il link:
...
...
...
...
...
Ho fatto in tempo a copiare l'immagine di wikipedia e scrivere questo post...
ma subito dopo, ricontrollando il link, ho visto che la voce è già stata cancellata ("Pagina vuota, di prova, senza senso, tautologia o stupidaggine") e così eccomi a modificare il post per scrivere le mie conclusioni:
ANTINUCCI
E'
DAVVERO
UN
CIALTRONE
MEDIATICO

mercoledì 28 ottobre 2009

OLD-MEDIA SOUNDTRACK - COLONNA SONORA PER DOCUMENTARI ALEATORI

Istruzioni per l’uso:
- Accendere il televisore e togliere l’audio
- Avviare la riproduzione di Old-Media Soundtrack
- Osservare le immagini sotto la prospettiva data dalla musica

Old-Media Soundtrack ha due differenti funzioni:

1. Colonna sonora per un documentario aleatorio sugli old-media (televisione in particolare):
le immagini che si possono osservare facendo zapping appariranno sinistre subdole ossessive come quelle di un documentario sugli orrori di guerra

2. Terapia di disintossicazione per presentisti teledipendenti

GLI OLD-MEDIA SONO UN VIZIO PER MASSE TELECOMANDATE
DEMOLIAMOLI
ist23on + ax-e2mr NET.FUTURISTI

giovedì 17 settembre 2009

Sciopero delle virgole


Questa mattina, in modo assolutamente inedito, il Popolo delle Virgole ha deciso di scioperare.
Scappate dai vari City, Leggo e Metro che infettano la città con gossip e oroscopi di cui l'idiota medio non smette mai di avere bisogno, le Virgole avevano un obbiettivo ben preciso.
"Il lettore deve rimanere senza fiato, deve soffocare nelle informazioni-spazzatura promosse da questi giornali" mi dice una virgola particolarmente esuberante. E continua:"Non aiuterò mai più nessuno a riprendere fiato tra una frase e l'altra. Forse, con questo sciopero, riusciremo a spingere la gente verso un altro tipo di informazione. Questi quotidiani sono fumo mediatico; annebbiano le menti, isolano dalla realtà."
Un'altra virgola, raccontandomi la sua storia, conclude: "il mio capo aveva minacciato tutte noi di licenziarci, se avessimo scioperato. Che buffone: pensa che Punto e Punto&Virgola possano sostituirmi! Ma il lettore chiuderebbe il giornale dopo un minuto..."
Ed è proprio quello che vogliamo!
Popolo delle Virgole, siamo con voi!

mercoledì 17 giugno 2009

La rete è nel reale, Teheran è nella rete

Quello che sta succedendo a Teheran è la prova che non si può più impedire a qualcuno di fare informazione o dire ciò che pensa.
I giornali sono rimasti un passo indietro rispetto ai blog, tant'è vero che per quanto riguarda ciò che sta succedendo in questi giorni in Iran, le fonti più dirette e documentate rimangono proprio i blog.
Quest'episodio è l'ennesima prova del potere di Internet.
Ben inteso, se il potere degli old media è (era) quello di sedare-intrattenere-comprare lo spettatore, il potere concessoci dalla rete è quello di poter partecipare attivamente all'informazione, divulgare (o meglio ancora, sviluppare) idee, avere una maggior possibilità di confronto.
Il pensiero non può essere più mediato da un giornale o un programma televisivo.
L'idea circola libera, torna arricchita, viene rilanciata.
Benvenuti in un era di Democrazia Net.Futurista