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Visualizzazione post con etichetta terza avanguardia. Mostra tutti i post
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domenica 23 dicembre 2012

è nato S u p e r t r a f r à


come se le cose non andassero già abbastanza male, ecco arrivare un giornale che non è un giornale, ma uno strano détournement ripiegato in 3 come un depliant pubblicitario - giallo vomito/pericolo - carta straccia della peggior specie.
in questo numero, Antonio Saccoccio, Stefano Balice, Gianluigi Giorgetti, Klaus-Peter Schneegass e l'esordiente Adriana Benissimo illustrano le possibili direzioni dell'Arte Contemporanea [vicolo cieco] mentre pagine delle aste strappate fanno loro da sfondo.
chi volesse ricevere questa e altre copie in formato cartaceo mi contatti - ovviamente nessuna copia è in vendita, ma potete inviarmi qualcosa che per voi ha lo stesso valore - i video zozzi delle vostre ex, una lettera d'amore o minatoria, un quotidiano dell'altro ieri, quello che vi pare.


mercoledì 3 ottobre 2012

Dalla mail art alla non-arte facoltativamente postale

Profondo rispetto per chi ha saputo utilizzare creativamente il medium postale, alimentando lo sviluppo di diverse reti di avanguardisti. Ma ora, a distanza di decenni, ora che stiamo raccogliendo i frutti della rivoluzione neotecnologica, è il momento di discriminare gli aspetti della cosiddetta mail art che possono ancora dare qualcosa al nostro tempo da quelle che invece sono marce consuetudini artistiche.

Partiamo dal presupposto che lo scambio fisico di oggetti non potrà mai essere rimpiazzato totalmente dal digitale.
Comunicare e creare sul web è un processo rapido, a volte dispersivo, ma spesso si rivela uno strumento efficacissimo per portare avanti collettivamente delle idee. Internet è la sede delle aggregazioni più disparate, dove ognuno trova il suo spazio.
I network postali sono caratterizzati dalla lentezza dello scambio; i materiali e le informazioni scambiati sono quantitativamente inferiori. Tuttavia, il costo e i tempi di attesa obbligano il networker a selezionare accuratamente ciò che vuole spedire, dandogli anche maggior valore emotivo.

Ogni medium può essere impiegato creativamente. E come per ogni altro medium, il nemico della corrispondenza creativa è l’Arte.
Infatti, sebbene questa pratica di rete abbia a suo tempo reso l’artista un po’ meno Artista, ora rischia di dare a chiunque la possibilità di mettersi in mostra dandosi le stesse arie degli artisti veri.
Sta qui la differenza tra avanguardismo di massa e un ammasso di artisti. Un ragazzino che cazzeggia su facebook può essere creativo tanto quanto un artista postale, a meno che quest’ultimo non abbia un’idea da diffondere. E quando mancano le idee, tutto il resto – i francobolli, i timbri, le cartoline – rimangono semplici feticci da Artista, feticci di un mondo autoreferenziale che non stimola in nessun modo la sensibilità contemporanea – esattamente come l’Arte da museo.

La maggioranza degli artisti postali ha vissuto il passaggio dallo scambio fisico a quello digitale. Noi net.futuristi e mavvisti della terza avanguardia abbiamo vissuto il processo inverso, spinti fondamentalmente da due esigenze:
-      comunicare tra di noi, perché nonostante ciò avvenga quotidianamente, gli oggetti materiali permettono di sentirci più legati
-      comunicare a tutti il nostro pensiero, come facciamo in qualsiasi altro canale.
Il resto ci appare superfluo. Va bene giocare con l’immaginario burocratico, va bene dinamizzare anche esteticamente il proprio messaggio, ma non abbiamo motivo di seguire un cliché estetico. Va bene la documentazione, finché non diventa fanatismo da collezionista – e che la si piantasse una volta per tutte di ambire ad essere riscoperti tra cent’anni come Grandi Artisti, non succederà mai, ed è giusto così.
Le dispute riguardo a cosa sia meglio usare, se un francobollo un pennello o un’email, sono semplicemente ridicole: senza contenuti, rimangono tutti strumenti sterili.
Non ci interessa fare Arte, né postale né di altro tipo.
La vaporizzazione dell’Arte è l’espressione totale che attraversa ogni rete.

martedì 22 maggio 2012

L'avanguardia in fiera - Latina, Piazza del Popolo, dal 25 al 27 Maggio


Tra pochi giorni si terrà a Latina, presso Piazza del Popolo, la fiera dell'editoria "Libri da scoprire".
La casa editrice Avanguardia 21 parteciperà portando in piazza il suo ideale di fare rete tra le varie realtà oltreartistiche nazionali e transnazionali. Lo farà attraverso la presentazione di due testi: Manifesti Net.Futuristi, ad opera di S. Balice, G. Giorgetti, A. Saccoccio, K.P. Schneegass in veste di rappresentanti dell'intero network net.futurista, e Pulsional Gender Art, del critico e saggista Vitaldo Conte.
Entrambi i testi raccolgono spunti e riferimenti riguardo la necessità di un superamento dell'arte così com'è solitamente intesa, e la conseguente diffusione di massa dell'oltre-arte che si sta già svolgendo attraverso le reti delle neotribali comunità telematiche.
Sabato 26 Maggio i due libri verranno illustrati con interventi degli autori Vitaldo Conte, Gianluigi Giorgetti e Antonio Saccoccio, nel corso dell'esposizione del catalogo di Avanguardia 21 comprensivo delle ultime produzioni (la guida Sopravvivere alla maturità di Antonio Saccoccio, la raccolta di tavole testografiche Poesia direzionale del tempo di transito di Stefano Balice,  i fumetti di Caramodium - the ugly comic book di Fabio Rosho Crivellaro) oltre che a svariati stickers, cartoline, manifesti, poster.

giovedì 1 marzo 2012

Pulsional Gender Art: l'avanguardia arriva a Nettuno




Il 4 marzo, al Forte Sangallo di Nettuno (Roma), si terrà "DonnaArte Oggi in Lussuria Futurista e CyberSex": contemporaneamente, una presentazione del libro "Pulsional Gender Art" (Avanguardia21, 2011) di Vitaldo Conte, e un percorso che si snoderà, con narrazioni e videointerventi, attraverso le avanguardie dell'ultimo secolo, in una linea evolutiva che va dal Manifesto della Lussuria di Valentine de Saint-Point al cybersex di Helena Velena, passando per le sperimentazioni avantpop/neofuturiste di Roberto Guerra, il glitch sex di Laika Facsimile, la microscopoesia di Marco Raimondo, nonché la nuova pulsionalità di Vitaldix & T Rose.
A condurci in questo viaggio, il critico d'arte Vitaldo Conte insieme ad uno dei principali teorici della terza avanguardia,Antonio Saccoccio.

L'evento vedrà coinvolti a vario titolo alcuni dei principali attivisti del MAV - Movimento Arte Vaporizzata, e si concluderà con un intervento di Ugo Magnanti.

venerdì 15 luglio 2011

16 luglio 2011: il MAV irrompe a Genova

Si riuniranno il 16 luglio a Genova, presso l’AC Hotel in zona Quarto, i principali rappresentanti del MAV (Movimento per l’Arte Vaporizzata). All’ordine del giorno i due punti fondanti del programma del MAV: il superamento dell’arte attraverso la sua vaporizzazione, portata avanti seguendo direttrici teorico-pratiche che oscillano costantemente tra le esperienze futuriste, dada e situazioniste più radicali; la liberazione dal/del lavoro, autentica religione contemporanea.
Il MAV è un movimento artistico costituitosi dalla fusione di diversi gruppi e movimenti contemporanei e del recente passato: da ciò che resta del vecchio Gruppo IDRA (anni Settanta) al recentissimo Movimento per l’Arte Cervicale, al Net.Futurismo, al gruppo ALTA (Associazione-Laboratorio per la TransArchitettura).
L’evento, che figura ufficialmente tra le tappe del “Primo Concilio InterAvanguardista 2011-15 – Tesi e proposte preparatorie per l’avvenire oltrizzontale”, prevede gli interventi di artisti, critici, scrittori e teorici provenienti indifferentemente da ambienti accademici e underground: Stefano Balice, Andrea Leonessa, Visual Mark, Laika Facsimile, Giorgio Pedivella per il Movimento Arte Cervicale; Antonio Saccoccio, Marco Raimondo, Silvia Vernola, Gianluigi Giorgetti, Klaus-Peter Schneegass, Kristian Fumei per il Net.Futurismo; Emmanuele J. Pilia, etc. per ALTA. Hanno inoltre aderito scrittori, artisti e ideologi di diverso orientamento: Blade Painnet, Joseph Deskolath, Vitaldix, Roberto Guerra, Dario Lapenta (Italiavanguardista), etc. Previsto anche l’intervento di Elisabetta Mattia e Loretta Bertoni per la casa editrice “Avanguardia 21”, che si è posta recentemente come punto di riferimento per la cultura d’avanguardia internazionale.
I lavori del meeting procederanno per tutto il pomeriggio, dalle 15 alle 20. Previsto un collegamento audio-video con i mavvisti da Roma. Dopo la chiusura annunciate vaporizzazioni oltre-artistiche con incursioni e creazione di situAzioni nel centro di Genova.

Intervengono:

Stefano Balice
Silvia Vernola
Laika Facsimile
Antonio Saccoccio
Visual Mark
Dario Lapenta
Marco Raimondo
Roberto Guerra
Blade Painnet
Joseph Deskolath
Elisabetta Mattia
Loretta Bertoni
Giorgio Pedivella
Emmanuele J. Pilia

Siamo degli artisti soltanto in quanto non siamo più degli artisti: stiamo realizzando l'arte.
(Internationale Situationniste, agosto 1964)

Vaporizzare l’arte è l’ultimo compito che può avere oggi un artista prima di uscire definitivamente di scena.
(Movimento per l’Arte Vaporizzata, maggio 2011)

mercoledì 25 maggio 2011

Legirtimazione generazionale

Abbiamo sentito abbastanza ai-miei-tempi da aver afferrato che, stando alla cronaca, viviamo nell'epoca più illegittima che sia mai esistita.
Eppure nessuno di noi stuzzica i cadaveri. Non abbiamo vissuto i Fantastici Anni Sessanta, ma siamo abbastanza svegli da capire quanto essi siano sopravvalutati, e le cerimonie rievocative di numeri magici come 68 o 77 non ci hanno donato altro che una magica arrendevolezza.
Siamo i disgraziatissimi ultimi arrivati, cresciuti nel Grande Vuoto. Il mondo si china preoccupato su di noi, figli dei figli (dei figli) della famiglia patriarcale, che dopo aver assistito al fallimento di ogni tentativo di cambiamento costruttivo non saremo di certo in grado di fare nulla di buono.
Il “ragazzo difficile” imbottito di educazione e psicofarmaci cresce con un messaggio ben preciso che lampeggia su tutti gli schermi: siate pigri, perché non potete farci nulla. Mass-media ormai scaduti tentano invano di emozionarci, donandoci questo o quel viagra con effetti a breve termine.
I meno svegli non hanno tardato a farne una patologia, chiamandola postmoderno. Chissà, forse in un momento di fragilità culturale è esistito anche il postmoderno, che potremmo indicare come quel particolare momento storico in cui ad una veloce successione di prodotti nuovi è seguito un calo dello stupore: così cominciarono i soliti ai-miei-tempi.
Questa sequenza di sbadigli è troppo noiosa per non provocare uno sbadiglio. Ma bisognerebbe essere davvero imbecilli per credere che tutto questo sia un limbo eterno (infatti a crederlo sono gli stessi imbecilli che sostenevano l'immortalità della televisione).
Non esiste nessun postmoderno per un net.futurista.
Non avremmo voluto nascere in un epoca diversa da questa, perché fra le mandrie di frignoni lassisti abbiamo trovato il nostro campo da gioco ideale.
Il Net.Futurismo è la risata che spezza la vacuofilia dei perdenti.