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:quaddentro:

venerdì 1 febbraio 2013

VOTA LA CRISI

LA CRISI! LA CRISI!
La CRISI sarà l'unico partito che potrai votare.
Infatti, tutti i partiti esistono solo in relazione della CRISI. Più meno tasse posti di lavoro eccetera. Tutti partiti della CRISI, nessuno con una posizione propria. Nessuno ha un programma di rinnovamento radicale: l'ideale massimo sembrerebbe il ritorno a qualche anno fa, quando non si stava bene ma si sopravviveva, in quello stesso marcio sistema che ci ha lasciato col culo per terra. Come se la sopravvivenza potesse essere un valido motivo per vivere. Come se il lavoro fosse la più grande aspirazione umana. Come se il benessere di una persona dipendesse dal rimanere parcheggiati a vita, utero scuola lavoro villaggio turistico bara.
Queste elezioni saranno una grande pagliacciata, perché qualunque cosa voterete sarà la CRISI, e chiunque vincerà, più o meno onesto che sia, non potrà fare nulla per noi se non sovvertendo e riscrivendo tutto dalle fondamenta (cosa che non rientra nei programmi di nessuno).
Chi tra il 24 e il 25 febbraio andrà a "votare" darà l'ennesima dimostrazione di non voler cambiare una virgola della propria banalissima vita - no, della propria banalissima grigia becera sopravvivenza. Nessuna concessione ai menopeggismi da quattro soldi: se voti, voti LA CRISI.

martedì 1 gennaio 2013

minimal vT: cinque sberle sonore in occasione di un'esposizione vittiana





antonio saccoccio + stefano balice


minimal vT: cinque sberle sonore in occasione di un'esposizione vittiana [0kbps017]

01 - Jimi Hendrix plays "Ma 'ndo Hawaii"
02 - Vitti Tivvi
03 - Ogni Artista
04 - Vitti sintitoli
05 - E adesso sorridimi! Ma...

These tracks are part of the net.futurist sculpture "Stramberia di stellarità polverizzata + intrusione estroversa e metasonorità" (Marco Zappa, Antonio Saccoccio, Stefano Balice), exposed during an event in honor of Monica Vitti.

MAV [0kbps] Records, December 2012

domenica 23 dicembre 2012

è nato S u p e r t r a f r à


come se le cose non andassero già abbastanza male, ecco arrivare un giornale che non è un giornale, ma uno strano détournement ripiegato in 3 come un depliant pubblicitario - giallo vomito/pericolo - carta straccia della peggior specie.
in questo numero, Antonio Saccoccio, Stefano Balice, Gianluigi Giorgetti, Klaus-Peter Schneegass e l'esordiente Adriana Benissimo illustrano le possibili direzioni dell'Arte Contemporanea [vicolo cieco] mentre pagine delle aste strappate fanno loro da sfondo.
chi volesse ricevere questa e altre copie in formato cartaceo mi contatti - ovviamente nessuna copia è in vendita, ma potete inviarmi qualcosa che per voi ha lo stesso valore - i video zozzi delle vostre ex, una lettera d'amore o minatoria, un quotidiano dell'altro ieri, quello che vi pare.


la sera al balon - paesaggio sonoro

rumori di scarto. oggetti di scarto... scelte popolari. sta di fatto che il balon di torino è uno dei luoghi più vivi della mia città, e mentre le marmaglie di fighetti fanno numero per le strade del centro, sognando di avere abbastanza soldi da farsi firmare il cervello da luì vittòn,  mi piace recuperare ciò che gli altri non vogliono più. sono un mozzone? no, DI PIU'.
perché se di giorno capita di fare ottimi affari - soprattutto per un circuit bender, si trovano tastiere e giocattoli da modificare a 1 o 2 euro - nel tardo pomeriggio i venditori se ne vanno, lasciando ogni genere di oggetto abbandonato per strada, così privo di valore da essere rifiutato anche da loro. è in quel momento che la piccola folla dei miei fratelli mortaccioni, per esigenza o per diletto, si raduna per dare un nuovo valore a quei rifiuti. eccolo, il miracolo del natale. via garibaldi, con le luminarie e le bancarelle e le vetrine, a confronto è un film di zombie.

...e il rumore? oh, dobbiamo dare un valore anche a quello! tra le cose che mi sono portato a casa, c'è anche la sinfonia di un'orchestra di netturbini che, per togliere dalle vie cotanto sfacelo, suonava aria compressa all'unisono costituendo indubbiamente uno dei paesaggi sonori più apprezzabili della città.
registrata con un microcassette recorder dell'anteguerra, su nastro riciclato... ma gli strumenti di recupero non valgono nulla se non sono impiegati con una sensibilità del recupero. non buttate i rumori. non abbandonateli per strada, provate ad ascoltarli. se togliete valore al rumore, togliete valore all'esistenza. non è questione di cultura o chiacchiere pseudointellettuali... è R U M O R E. spapapamm!


mercoledì 3 ottobre 2012

Dalla mail art alla non-arte facoltativamente postale

Profondo rispetto per chi ha saputo utilizzare creativamente il medium postale, alimentando lo sviluppo di diverse reti di avanguardisti. Ma ora, a distanza di decenni, ora che stiamo raccogliendo i frutti della rivoluzione neotecnologica, è il momento di discriminare gli aspetti della cosiddetta mail art che possono ancora dare qualcosa al nostro tempo da quelle che invece sono marce consuetudini artistiche.

Partiamo dal presupposto che lo scambio fisico di oggetti non potrà mai essere rimpiazzato totalmente dal digitale.
Comunicare e creare sul web è un processo rapido, a volte dispersivo, ma spesso si rivela uno strumento efficacissimo per portare avanti collettivamente delle idee. Internet è la sede delle aggregazioni più disparate, dove ognuno trova il suo spazio.
I network postali sono caratterizzati dalla lentezza dello scambio; i materiali e le informazioni scambiati sono quantitativamente inferiori. Tuttavia, il costo e i tempi di attesa obbligano il networker a selezionare accuratamente ciò che vuole spedire, dandogli anche maggior valore emotivo.

Ogni medium può essere impiegato creativamente. E come per ogni altro medium, il nemico della corrispondenza creativa è l’Arte.
Infatti, sebbene questa pratica di rete abbia a suo tempo reso l’artista un po’ meno Artista, ora rischia di dare a chiunque la possibilità di mettersi in mostra dandosi le stesse arie degli artisti veri.
Sta qui la differenza tra avanguardismo di massa e un ammasso di artisti. Un ragazzino che cazzeggia su facebook può essere creativo tanto quanto un artista postale, a meno che quest’ultimo non abbia un’idea da diffondere. E quando mancano le idee, tutto il resto – i francobolli, i timbri, le cartoline – rimangono semplici feticci da Artista, feticci di un mondo autoreferenziale che non stimola in nessun modo la sensibilità contemporanea – esattamente come l’Arte da museo.

La maggioranza degli artisti postali ha vissuto il passaggio dallo scambio fisico a quello digitale. Noi net.futuristi e mavvisti della terza avanguardia abbiamo vissuto il processo inverso, spinti fondamentalmente da due esigenze:
-      comunicare tra di noi, perché nonostante ciò avvenga quotidianamente, gli oggetti materiali permettono di sentirci più legati
-      comunicare a tutti il nostro pensiero, come facciamo in qualsiasi altro canale.
Il resto ci appare superfluo. Va bene giocare con l’immaginario burocratico, va bene dinamizzare anche esteticamente il proprio messaggio, ma non abbiamo motivo di seguire un cliché estetico. Va bene la documentazione, finché non diventa fanatismo da collezionista – e che la si piantasse una volta per tutte di ambire ad essere riscoperti tra cent’anni come Grandi Artisti, non succederà mai, ed è giusto così.
Le dispute riguardo a cosa sia meglio usare, se un francobollo un pennello o un’email, sono semplicemente ridicole: senza contenuti, rimangono tutti strumenti sterili.
Non ci interessa fare Arte, né postale né di altro tipo.
La vaporizzazione dell’Arte è l’espressione totale che attraversa ogni rete.

sabato 4 agosto 2012

A proposito della Grande Espressione Artistica

Arte, Arte, Arte.
L'Arte coi concetti, l'Arte con la tecnica, l'Arte con la tradizione, eccetera.
Al di là di qualsiasi discussione già ampiamente trattata ovunque e da chiunque, dovremmo ricordarci che l'Arte - ve lo dico a denti stretti, voglio fare l'ingenuo - è espressione.
Ma in che modo l'Arte, che utilizza canali comunicativi scadenti come mostre, musei e patetici vernissage, può dirsi espressiva?
Se voglio esprimere, se voglio comunicare, lo faccio scegliendo di volta in volta gli strumenti che ritegno più adeguati. Il messaggio che trasmetto in questo modo agisce all'interno di un contesto, può mutare nel tempo, arricchirsi attraverso il confronto. Ma niente di tutto questo passa attraverso i musei. Niente di tutto questo ha a che fare con il Mondo dell'Arte. Per questo a noi mavvisti piace parlare di arte, non-arte o oltrarte.
L'Arte non esiste, vive di sé stessa, e la galleria è la sola assenza di contesto che può legittimarla. L'Arte si getta in pasto al critico che la codifica per il mercato, ed ecco tutto. Tu che vai alle mostre, che fai il fighetto intellettuale, tu non esisti, non sei mai stato calcolato. L'Arte non ti parla. L'Arte è così Artistica che non ha bisogno di essere compresa da te. L'Arte è Arte. L'Arte è una truffa.

martedì 22 maggio 2012

L'avanguardia in fiera - Latina, Piazza del Popolo, dal 25 al 27 Maggio


Tra pochi giorni si terrà a Latina, presso Piazza del Popolo, la fiera dell'editoria "Libri da scoprire".
La casa editrice Avanguardia 21 parteciperà portando in piazza il suo ideale di fare rete tra le varie realtà oltreartistiche nazionali e transnazionali. Lo farà attraverso la presentazione di due testi: Manifesti Net.Futuristi, ad opera di S. Balice, G. Giorgetti, A. Saccoccio, K.P. Schneegass in veste di rappresentanti dell'intero network net.futurista, e Pulsional Gender Art, del critico e saggista Vitaldo Conte.
Entrambi i testi raccolgono spunti e riferimenti riguardo la necessità di un superamento dell'arte così com'è solitamente intesa, e la conseguente diffusione di massa dell'oltre-arte che si sta già svolgendo attraverso le reti delle neotribali comunità telematiche.
Sabato 26 Maggio i due libri verranno illustrati con interventi degli autori Vitaldo Conte, Gianluigi Giorgetti e Antonio Saccoccio, nel corso dell'esposizione del catalogo di Avanguardia 21 comprensivo delle ultime produzioni (la guida Sopravvivere alla maturità di Antonio Saccoccio, la raccolta di tavole testografiche Poesia direzionale del tempo di transito di Stefano Balice,  i fumetti di Caramodium - the ugly comic book di Fabio Rosho Crivellaro) oltre che a svariati stickers, cartoline, manifesti, poster.

sabato 21 aprile 2012

Arte pulsionale: avanguardia calda e neotribalismo


La necessità di espressione, insita nella natura umana, vive in modo naturale e spontaneo e può manifestarsi in svariati modi; la parola arte non è nemmeno sufficiente a rappresentarli tutti, e spesso bisogna ricorrere a qualcosa che superi l’arte. E mentre l'arte, a cui poco o nulla rimane da dire, finisce nei libri, nei musei e nelle aste, l'oltre-arte si sviluppa in contesti autonomi reticolari, in cui comunicazione ed espressione sono realmente e quotidianamente esplorate.
È in questo contesto che nasce Pulsional Gender Art di Vitaldo Conte, che oltre a ripercorrere le tappe dell'evoluzione espressiva pulsionale, si è trasformato in un polo di aggregazione attraverso una serie di contatti tra autore, editori ed (oltre)artisti citati. La linea spaziotemporale che attraversa futurismo e dada, bondage, tango, maschere virtuali e cybersex, ha come filo conduttore l'urgenza comunicativa, la sua fisicità e la sua potenza. La stessa urgenza che ritroviamo nel neotribalismo delle comunità digitali, tra cui mi piace ricordare almeno Net.Futurismo e Movimento Arte Vaporizzata, la rete di Homemade Experimental Electronic Music and Noise coordinata da Hal McGee, o fenomeni vicini alla scena underground come quello delle netlabels dedite al rumore nelle sue varie sfaccettature.
Le nuove tecnologie hanno permesso alla dimensione pulsionale di arricchirsi della possibilità di condivisione, di cooperazione e confronto; per l'avanguardia calda, il web è stato un enorme alleato, che ha consentito ad avanguardie storiche come Futurismo e Dada di evolversi in fenomeni di massa. Possiamo osservarlo nell’ambito sonoro, in cui rumorismo, poesia sonora e sperimentazioni di ogni sorta sono diventate pratiche diffuse: non più semplici generi musicali, ma espressioni pulsionali autonome, indipendenti. Parlo dell’esplosione di tutti quei fenomeni legati al rumorismo come breakcore, lo-bit, chiptune, harsh noise wall, glitch, che nei media ufficiali non avrebbero mai avuto uno sviluppo. Si tratta di tante microscene delocalizzate ma in comunicazione tra loro, fondate su un etica DIY, che a differenza delle proposte dei canali ufficiali (gerarchicizzati pilotati narcotizzanti) propongono l’esplorazione totale del suono.
La visione marinettiana di spazi di aggregazione visibili per un proletariato di creativi è pienamente realizzata e anche superata; l’avanguardia sta vivendo solo ora il suo momento migliore. Pulsional Gender Art è la narrazione di questa evoluzione, percorsi che cominciano con la lussuria futurista di Valentine de Saint-Point per diventare CyberSex con Helena Velena e GlitchSex con Laika Facsimile, confronti tra icone come Guido Keller e le maschere Vendicative di Anonymous.
Perché l’espressione pulsionale, per sua natura, non può rimanere fossilizzata. Essa fluisce inarrestabile, attraverso i rumori della creatività diffusa.

lunedì 2 aprile 2012

FACESTRIKE: mai più gli stessi

E' cominciato da poche ore, eppure sta già generando confusione su facebook: stiamo parlando dello sciopero identitario, iniziativa lanciata da Net.Futurismo e dal M.A.V. - Movimento Arte Vaporizzata.
L'operazione consiste nel rinunciare alla propria immagine prendendo in prestito quella di un amico, scambiando la propria con lui, o prendendo le sembianze di qualcuno a sua insaputa. L'evento porta avanti una critica al divismo mediatico molto cara alle ultime avanguardie (dal situazionismo al neoismo/plagiarismo, fino ad arrivare al già citato M.A.V.), e ha scelto come punto di partenza - tutt'altro che casuale - il "libro delle facce", ma è pronto a contaminare il web intero.
La peculiarità dell'iniziativa sta nel ripercuotersi tanto sulla cultura ufficiale quanto tra amici e parenti, ma soprattutto sulle stesse persone che parteciperanno all'iniziativa: chiunque voglia aderire, avrà modo di provare il brivido surreale della negazione identitaria.
Per ulteriori aggiornamenti, consultate la pagina dell'evento.