*̷°͠^"͝*̸°'^͟"̷*͘°*͡°^͏"*°'^̴"͜*͡°̸*͘°^"*̸°̷'͢^"͞*̡°*°̸^̴"̸*̴°'^̸"*͝°͟*°^̨"*͢°'͘^"̢*°͟*҉°͝^͜"*͟°'͞^

:quaddentro:

sabato 9 novembre 2013

ambiguation page

MAV may refer to:
  • Micro air vehicle, a type of remotely controlled unmanned aerial vehicle
  • Mojave Aerospace Ventures, the holding company for the SpaceShipOne space flight effort
  • Migraine-associated vertigo, vertigo or dizziness associated with migraine headache
  • MAV, stage name for Swedish country singer Anders Lundström
  • Magyar Államvasutak (MÁV), the Hungarian national railway company Hungarian State Railways
  • MAV, Minoan Air ICAO code
See also
  • Mavs, nickname for the Dallas Mavericks

domenica 12 maggio 2013

Net.futuristi a luce polarizzata










Nella foto: Gianluigi Giorgetti, Antonio Saccoccio, Stefano Balice con Proiezione a luce polarizzata di Bruno Munari, esposta da Miroslava Hájek nel corso dell'evento Eredità e attualità del Futurismo (11-12 aprile 2013)

domenica 24 marzo 2013

ATTENZIONE! paradossi in tensione

paradossi in tensione  - il nulla-potenziale, annientamento di due potenziali opposti - ansia aria acqua ecc - e ancora manca una cultura del paradosso, una cultura in tensione-evoluzione.
liquidare il tutto come non-sense è da imbecilli. parlare di non-sense ed illustrarne i riferimenti storici è da imbecilli ben ammaestrati. il paradosso ha una funzione politica ben precisa, e se non potete capirla è perché avete perso tutto - i vostri sensi si sono distratti e atrofizzati, la vostra immagine ben allineata alle altre, il vostro linguaggio vi concede di sfoggiare una posizione personale a scelta tra quelle a disposizione in vetrina - e più di tutto avete perso il gioco, l'approccio ludico e spontaneo che da solo basterebbe a causare le migliori rivoluzioni. imbecilli tristi e stirati, un augurio di ansia ed evoluzione.

venerdì 1 febbraio 2013

VOTA LA CRISI

LA CRISI! LA CRISI!
La CRISI sarà l'unico partito che potrai votare.
Infatti, tutti i partiti esistono solo in relazione della CRISI. Più meno tasse posti di lavoro eccetera. Tutti partiti della CRISI, nessuno con una posizione propria. Nessuno ha un programma di rinnovamento radicale: l'ideale massimo sembrerebbe il ritorno a qualche anno fa, quando non si stava bene ma si sopravviveva, in quello stesso marcio sistema che ci ha lasciato col culo per terra. Come se la sopravvivenza potesse essere un valido motivo per vivere. Come se il lavoro fosse la più grande aspirazione umana. Come se il benessere di una persona dipendesse dal rimanere parcheggiati a vita, utero scuola lavoro villaggio turistico bara.
Queste elezioni saranno una grande pagliacciata, perché qualunque cosa voterete sarà la CRISI, e chiunque vincerà, più o meno onesto che sia, non potrà fare nulla per noi se non sovvertendo e riscrivendo tutto dalle fondamenta (cosa che non rientra nei programmi di nessuno).
Chi tra il 24 e il 25 febbraio andrà a "votare" darà l'ennesima dimostrazione di non voler cambiare una virgola della propria banalissima vita - no, della propria banalissima grigia becera sopravvivenza. Nessuna concessione ai menopeggismi da quattro soldi: se voti, voti LA CRISI.